Cultura

“Domani”, il nuovo romanzo di Paolo Sidoti

Un autore dalla penna delicata, introspettiva, descrittiva e sensibile; capace di trasformare la scrittura in immagini. Paolo Sidoti autore catanese, conosciuto per la sua versatilità e stile, capace di muoversi dalle righe più romantiche a quelle più noir.
Il suo penultimo romanzo “Pietra lavica” del 2014, un thriller ambientato a Catania, ha riscosso un notevole successo, piaciuto a tal punto, da far nascere nell’autore la voglia  di creare una continuazione, un secondo testo che in qualche modo si legasse al primo.  Nasce così “Domani”, una storia che sebbene si concili a “Pietra lavica” per tematiche ed alcuni personaggi, può essere letto indipendentemente e considerarsi uno scritto a parte.
Grazie ad una piacevole intervista con Paolo Sidoti, vi presento il suo ultimo progetto “Domani”.

Da dove nasce Domani?
E’ un libro autoprodotto, nasce in maniera involontaria, da un altro mio testo: “Pietra Lavica”.
Come e quando nasce l’idea del seguito? Era un prodotto finito “Pietra lavica”?
“Pietra lavica”, era un testo finito, ma avevo lasciato elementi aperti, io scrivo thriller contemporanei che sono contenitori in cui c’è un po’ tutto: amore, sentimenti, amicizia, ritmo cadenzato, giallo, noir, faccio per cui un discorso esteso; “Pietra lavica” è così, l’ho scritto con elementi aperti che potevano avere un seguito.
In realtà appena finito “Pietra lavica” ho pensato subito ad un seguito “Domani”, perché come già detto avevo lasciato personaggi che potevano fare pensare ad una continuazione, dettagli con qualcosa rimasta in sospeso. Per cui ho deciso di scrivere una seconda parte a 3 condizioni: 1. non doveva essere una copia del primo, perché non sarebbe riuscito, i sequel sono quasi sempre flop; 2. dovevo divertirmi a scrivere, perchè se scrivi divertendoti anche i lettori si divertirmi; 3. dovevo sperimentare.
Ti sei quindi divertito a scrivere Domani?
Si molto, ma ho messo anche cose nuove nella mia scrittura.
Con questo nuovo romanzo hai inserito elementi nuovi? Hai sperimentato?
Lo tecnica è sempre la stessa, ho la mia cifra stilistica, sono molto descrittivo, una scrittura evocativa, scavo dentro le persone come un terzo occhio; però ho inserito degli esperimenti di scrittura personali. Mi nutro di opere d’arte, scrivo in mezzo alla gente per ispirarmi, ascolto musica classica, lirica, c’è uno scambio, transfert, tra me che scrivo e chi fruisce del progetto. Attingo da diverse opere d’arte che cito infatti nel romanzo. Oltre questo volevo sorprendere il lettore fuori ogni misura e previsioni perchè nel nuovo romanzo c’è tutto quello che i lettori non si aspettano.
Sei rimasto quindi su Pietra lavica ma con degli elementi che lo rendessero diverso?
Si, ma “Domani”  è un romanzo autonomo, ha personaggi e forza autonoma,  ingredienti che mi hanno portato a fare questo lavoro.
I personaggi di “Domani” sono tantissimi, parlamene?
Ci sono tanti personaggi, che potrebbero essere protagonisti di altri romanzi, scavo dentro le persone, ognuno ha la propria vita, creo personaggi a prescindere da qualsiasi giudizio, hanno una valenza come persona, come anima.
Sono nati dalla tua fantasia o ispirati da qualcuno?
Sono personaggi molto particolari, ma funzionali alla storia. Rispetto a “Pietra lavica” (che definisco claustrofobico: ci sono solo 2 personaggi, tutto si svolge in soli 3 giorni al centro di Catania), “Domani” è più ampio, si svolge in un luogo di cui non dico il nome… chi conosce questa città, in base ai monumenti, la si può capire ma chiarisco di quale si tratti solo alla fine del romanzo.
Una scelta personale questo finale a sorpresa?
Ho scelto di svelarlo alla fine per creare la sorpresa. Uno stile che mi appartiene come nelle sceneggiature e corti di cui mi sono occupato, creare sorpresa, forse proviene dai miei lavori cinematografici.
Lo stile lo trovo molto europeo, appare un romanzo americano
Si, è uno stile molto europeo, ho lavorato su questo, pensando magari ad una diffusione estera.
L’ho reso europeo, ho osato molto, oltre Catania che è al centro di un intrigo internazionale, si svolge in altre parti de mondo: Libano, Canada, Buenos Aires, Normandia, Svizzera, a largo raggio quindi rispetto a “Pietra lavica”.  Un’ ambientazione più internazionale e ampia per questo si presta a una lettura europea.
Il ruolo delle città? Sono personaggi importanti? La scelta è stata casuale?
La scelta è stata funzionale al racconto, non potevano essere nominati altri posti, scelte dovute al racconto. Buenos Aires per esempio perché c’è un incontro tra un narcotrafficante ed il protagonista, Beirut invece città del campo profugo dei bambini, tocco tema sociale dell’emigrazione, parte dominante del romanzo.
Tocchi infatti temi sociali: ambiente? Emigrazione?
Si, infatti una delle anime che ha alimentato la struttura del romanzo è una dedica che faccio alla fine che fa riferimento agli emigrati africani che arrivano nei campi profughi destinati alla morte, senza accorgersi di aver vissuto, soprattutto i bambini. Quale metafora può venirci incontro dalla storia? Una persecuzione del 1192 dove sono scomparse tantissime persone, mi riferisco ad una crociata  dimenticata dei cristiani contro altri cristiani, mi riferisco ai Catari che sono stati cancellati dalla terra con tutta la loro storia.

Quindi faccio riferimento a questo periodo, attraverso vari personaggi e descrizioni interne al romanzo.
Altro tema toccato è l’ambiente, me ne parli?
Si, si parla della necessità di una fonte energetica infinita, un argomento discusso anche da Sciascia, molti hanno scritto su questo, interesse anche dei servizi segreti del vaticano; è tutto documentato, Si tratta di una macchina che sarebbe in grado di produrre energia infinita a costi bassissimi ….
In che periodo è ambientato il romanzo?
Il 2 febbraio di qualsiasi anno, il questo giorno perché ha inizio una luce diversa, diminuisce il buio, è l’inizio di alcune feste pagane ed anche di S. Agata, del Carnevale; il nostro mondo si apre ad un altro mondo parallelo occulto, in cui si possono realizzare cose strane, irrealizzabili.
Il romanzo tocca il mondo pagano con la figura della cartomante e profezia ma anche cristiano con riferimenti ai Catari, ecc.
Quali sono gli ambiti storici dove hai fatto ricerca?
Lo Studio degli zingari, tramite il mondo di Tina (una zingara) ed i personaggi del campo rom (vivendo da vicino i luoghi dei profughi). Le prostitute tramite documentari francesi di donne che muoiono di cancro, attraverso ricerche sulla prostituzione delle donne dell’est, sfruttate al massimo delle stesse famiglie.
Gli studi sull’energia pulita?
Tramite ricerche di fisica quantistica, libri, associazioni, archivi e materiale storico. Poi c’è lo Studio  storico sui catari e le mie conoscenze sui tarocchi.
Come nascono i tuoi personaggi?
Devono essere funzionali alla storia. Ho le tracce, però inizialmente si presentano come fantasmi che poi mi si rivelano un po’ alla volta. Nascono contemporaneamente alla storia. Quando creo un personaggio penso a tutta la sua vita, al suo trascorso.
A parte i 2 thriller, che altro genere di libri hai scritto?
Biografia: “L’abito della sposa”, sul lavoro da sarta di mia madre; “Scimmietta”, un racconto melodrammatico, “Vento di mare” un romanzo fondato sulla suspanse. Mi piace variare e dedicarmi a diversi stili.
Qual è lo stile che preferisci?
Amo tutto ma prediligo il thriller, per uso di alcune tecniche personali,
Cosa ha influenzato la scrittura del testo?
L’arte in generale, quadri, biografie di artisti, pitture, faccio riferimento e citazioni di dipinti e diverse forme di espressione. L’immaginario non è fatto  a tavolino, non è ragionato.
In quanto tempo lo hai scritto?
Credo in un anno, includendo la ricerca. Un anno in totale e dopo 3 anni l’ho pubblicato, ed in questo periodo ovviamente è stato modificato.
Il titolo? Da dove nasce?
“Domani” è un divenire, qualcosa che non esiste…un luogo della nostra anima e qui c’è tutta la nostra vita, domani è qualcosa che deve esistere perché è domani, non esiste, in inglese sarà “Tomorrow”. Lo pubblicherò in inglese forse insieme a “Pietra  lavica”. Un divenire…