Società

I giovani incontrano Peppino Impastato a 41 anni dalla sua morte!

Si è celebrato il 41 esimo anniversario della morte di Peppino Impastato, artista, poeta, militante di sinistra e fondatore di Radio Aut, emittente indipendente da cui sfotteva via etere la mafia e i suoi protagonisti. Quel Peppino Impastato che faceva parte egli stesso di una famiglia mafiosa, dilaniato dal tritolo il 9 maggio del 1978, lo stesso giorno in cui è stato ritrovato a Roma il corpo del segretario nazionale della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

“Lottare contro la mafia è lottare contro sé stessi, contro un modo di pensare e di agire, contro una forma mentis, contro una serie di cose che ci circondano. Per me è stato un trauma rompere con la cultura mafiosa”: a parlare è Giovanni Impastato, fratello minore di Peppino.

Ogni anno per questa ricorrenza, Cinisi si riempie di giovani, di tante scuole, di studenti che vogliono sapere, che vogliono conoscere chi è Peppino Impastato.

Giovanni li accoglie a Casa Memoria, ed oltre a raccontare la lotta di Peppino contro la mafia e contro “Tano seduto”, soprannome con quale Peppino sfotteva il boss mafioso Gaetano Badalamenti (Casa Badalamenti bene confiscato alla mafia, oggi è stata assegnata alla associazione della Famiglia Impastato ed è diventata una biblioteca) che abitava a “100 passi” da casa sua, stimola i giovani a guardare ai giorni nostri, ai pericoli che incombono, a lottare il negazionismo. La famiglia Impastato ha provato il negazionismo sulla propria pelle, quando si diceva, ed ancora oggi qualche ignorantello dice, Peppino fosse morto mentre preparava un attentato.

Giovanni li stimola a guardare a Greta Thumberg, ad essere accoglienti e non razzisti, a non farsi incantare da quanti urlano “prima gli italiani”, da quanti negano l’Olocausto e da quelli che vorrebbero far tornare il nostro Paese indietro di novant’anni.

La mafia uccide, il silenzio pure” si può e si deve applicare a tutte le forme di prevaricazione. Dobbiamo insegnare ai nostri figli che chi non denuncia è complice, girarsi dall’altra parte non fa bene neanche a noi stessi. L’ignavia è uno dei sette peccati capitali, anche Dante nel III° canto dell’Inferno incontra gli ignavi. Insegniamo ai nostri figli ad uscire dalla loro zona di confort ed a prendere delle decisioni.

Ho sempre pensato che il più grande errore di Tano seduto, fu cedere alla paura di Peppino ed ordinare il suo omicidio. Tirando le somme Peppino Impastato è un eroe che viene sempre ricordato. Badalamenti, invece, un vile mafioso che  dopo la condanna all’ergastolo, muore il 29 aprile 2004 all’età di 80 anni rinchiuso penitenziario di Devens nel Massachusetts, in seguito ad un tumore che aveva provocato gravi conseguenze renali ed una epatite.

Giovanni Impastato ha dedicato la sua vita a lottare contro la mafia, nelle scuole di tutta Italia ha raccontato e racconta  il Peppino degli anni ’70, ma spiega anche cosa oggi Peppino avrebbe fatto e quali certamente sarebbero state le sue battaglie oggi, oltre a continuare quella contro la mafia. “… perché Peppino era fatto così”!

Umberto Santino, fondatore e direttore del Centro siciliano di documentazione”Giuseppe Impastato” di Palermo, il primo centro studi sulla mafia nato in Italia nel 1977