Cultura

Intervista a Marcello Fonte

Marcello Fonte dopo il successo di Dogman, arriva al Taormina Film Fest 2019 tra gli interpreti protagonisti del film “Aspromonte” di Mimmo Calopresti. Una progetto prodotto da  Fulvio Lucisano.

Una storia tratta dall’opera letteraria di Pietro Criaco “Via dall’Aspromonte” molto toccante, diretta e tragicamente poetica. Una fotografia coinvolgente, lavoro sul cast, figuranti e caratteristi molto curata, costumi e scenografie d’impatto. Un film che ci riporta agli anni’50 del dopoguerra, in cui un maestra del nord si ritrova a vivere alcune dinamiche per lei non consuete.
Altri interpreti: Valeria Bruni Tedeschi, Marco Leonardi, Francesco Colella e la partecipazione di Sergio Rubini. “Aspromonte La terra degli ultimi è un film sulla fine di un mondo e sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo. Il film è ambientato ad Africo, un paesino arroccato nella valle dell’Aspromonte calabrese, alla fine degli anni ’50, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo e perché non esiste una strada di collegamento. La storia di persone semplici, vere, ultimi perchè abbandonati al loro destino di povertà, di omertà e di non ascolto da parte dei potenti del paese.  Ultimi che cercano il cambiamento, il miglioramento in una realtà ostile in cui vige la legge del più forte.
Marcello Fonte e la sua esperienza con “Aspromonte”

Il rapporto con Aspromonte, come lo hai vissuto, visto che è un contesto completamente diverso da Dogman,  come hai interpretato il tuo personaggio?
E’ un film che ha grande valore per me, intanto perchè c’è mi madre, recita con me nel film, solo questo è un elemento che dà un significato immenso all’ esperienza.
Mi è piaciuto moltissimo questo personaggio, mi ha ispirato molto, un ruolo girato nella mia terra, in Aspromonte, fatto  a piedi nudi. Vissuto in maniera profonda.

Perchè avete girato  a piedi nudi, da dove nasce l’idea?
Perchè potevo farmi i fatti miei- (afferma simpaticamente), è nato da una battuta con Mimmo Calopresti durante le prove costume  e da lì abbiamo pensato che una volta le scarpe non c’erano, così ha deciso di farci recitare tutti  a piedi  a nudi, le scarpe erano per le grandi occasioni, mia madre andava a scuola senza scarpe per paura di sporcarle.
Tutti abbiamo partecipato al film, abbiamo messo qualcosa di nostro, avevamo una traccia da seguire ma poi abbiamo portato dentro la nostra vita, credo che  dobbiamo renderla noi la vita con il nostro vissuto.
Il film è stato girato a novembre.

In che modo ti approcci ad un film, scegli per credibilità, perchè debba toccare in profondità?
Mi piace imparare sempre cose nuove, cerco di imparare sempre, per cui provare cose diverse, poi sono molto diretto, scrivo continuamente la mia vita ogni giorno, mi piace scrivere. Con la scrittura mi trovo molto  a mio agio,  c’è più tempo per ragionare e riflettere, più tempo per dire le cose come realmente stanno.

Riesci  a dedicare spazio alla scrittura durante la tua giornata?
Abbastanza, già ho pubblicato qualcosa, ma ho ancora molte storie da raccontare,  quando le racconterò lo farò con la giusta dignità che merita la scrittura e la verità, lo farò con autenticità, odio la forzatura, ogni forzatura è violenza, rispettare la libertà è fondamentale per la civiltà umana, rispettare l’altro.

Con il film c’è un ritorno alle origini?
Il film ci ha riportati indietro, non prendevano nemmeno i cellulari, dopo i primi giorni è stato come tornare indietro e apprezzare le origini, riscoprire certi valori, bisogna mettersi in discussione e concedersi nelle mani dell’altro, dove non prendono i cellulari, riprendi te stesso, bisogna lasciarsi andare, pensare che c’è sempre qualcosa di migliore rispetto ad un’idea iniziale, bisogna essere flessibili, bisogna pensare che tutto può cambiare, è una grande responsabilità concedersi, come io mi concedo a voi giornalisti, è un atto di fiducia, vi sto dando me stesso. E’ bello sapere che gli altri ti hanno colto, se non ti senti deturpato.
Io studio sempre la macchina delle cose, io studio sempre, vado a scoprire anche altri aspetti che non sapevo, il cinema è fatto di tante cose, quando vanno insieme succedono cose belle. Noi scriviamo la nostra vita tutti i giorni, se abbiamo la coscienza di quello che facciamo e siamo, io scrivo la mia vita tutti i giorni, scrivo come voglio essere, sceglio di essere così, posso anche sbagliare, sono  a volte ingenio, semplice, non ho le pretese di essere nessuno, voglio continuare ad essere così.

Il mondo dello spettacolo te lo aspettavi così o diversamente?
Appare diversamente da quello che è, tutti immaginiamo un mondo cinematografico fatto di  ricchezza, ecc, ma è quello che passa la società,  i meccanismi sono questi, ma io ho studiato il cinema, il teatro, la televisione non perchè voglio fare l’attore ma perche mi piace,  mi piace la meraviglia della realtà, credere nell’incredibilità della vita, la mia vita è cambiata in poco, in 25 giorni ho girato il mondo.

cast, regista, produttore con Ninni Panzera Taormina arte e Gianvito Casadonte direttore artistico festival