Cultura

Ricordando Kurt Cobain

Molti adolescenti  della fine degli anni 80 e metà dei ’90 ricordano  come se fosse ieri le immagini e apparizioni televisive dei uno dei miti della musica rock e grunge di quel periodo: Kurt Cobain. Cantante e chitarrista dei Nirvana, muore il 5 aprile del 1994, a 27 anni, suicidandosi. 

Sono passati 25 anni da quel triste giorno che sconvolse fans e stampa. Si tolse la vira con un colpo di fucile alla testa. Oggi l’artista avrebbe 52 anni ma spinto chissà da quali ragioni, probabilmente  anima troppo sensibile e fragile non capace di reggere le pressioni del mondo dello spettacolo e dipendente da farmaci, droghe ed alcol, decise di suicidarsi. Storia che sembra aver colpito altri artisti “miti” della storia della  musica e del cinema. Icone che ci lasciano con morti avvolte nel mistero e tante domande.  Sono tanti ancora gli interrogativi intorno al presunto suicidio dell’artista. 

Considerato al 12° posto tra i  100 chitarristi più famosi a livello internazionale e al 45° posto tra i più bravi cantanti della storia, Kurt è sicuramente tra i più leggendari frontman del mondo musicale. Un poeta maledetto, un’anima dannata e dall’aspetto misterioso  ci ha lasciato un centinaio di canzoni che hanno coinvolto diverse generazioni. Tra le più celebri  “Smells like teen spirit” che segnò un cambiamento profondo nella scena musicale e aprì la strada al rock alternativo, diventando una sorte di inno delle generazioni di quel momento.  Da ‘About a Girl’ a ‘Pennyroyal, testi che hanno  emozionato, scatenato e fatto discutere per l’irriverenza e potenza mediatica dei loro contenuti.